29/10/2019

Fascicolo Sanitario Elettronico e Identità digitale, le novità

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) rappresenta uno dei tre pilastri dell’evoluzione della sanità pubblica e del suo percorso di digitalizzazione. Abbiamo parlato recentemente dell’argomento in un articolo del blog dedicato (clicca qui). L’obiettivo principale del FSE è quello di fornire una base informativa in grado di agevolare l’assistenza del paziente, facilitare l’integrazione delle diverse competenze professionali e migliorare le attività assistenziali e di cura fornendo una base informativa consistente. Il FSE infatti, se correttamente utilizzato, comporta una serie di vantaggi per la gestione dello studio medico, il Servizio Sanitario Nazionale e per il cittadino; un significativo snellimento dei processi, nonché un deciso passo avanti nella direzione della responsabilizzazione del paziente e nella migliore scelta dei percorsi di cura.

Fascicolo Sanitario Elettronico: quali sono i vantaggi?

Oltre a rappresentare un essenziale punto d’approdo della cultura e-Health in Italia, la realizzazione e la diffusione del FSE a livello nazionale ha consentito anche un notevole risparmio legato alla dematerializzazione del cartaceo e ha permesso di rivisitare completamente i processi di gestione dello studio medico. Processi che possono essere monitorati attraverso un software medico gestionale dedicato. Nonostante i suoi indubbi vantaggi, dal suo lancio avvenuto nel 2015, il Fascicolo Sanitario stenta a decollare. Inoltre, l’obiettivo dell’interoperabilità tra regioni e Paesi UE sembra ancora lontana dal compiersi. Ora, una recente Direttiva dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) si pone l’obbiettivo di dettare nuove regole dedicate all’implementazione e alla diffusione a livello nazionale proprio del FSE.

Grazie al FSE, l’assistito ha a disposizione la propria storia clinica interamente in formato digitale. In questo modo, oltre a tutelare la sua privacy, si evitano prestazioni sanitarie superflue, si offre un supporto concreto nei casi di emergenza, fornendo ai medici di pronto soccorso tutte le informazioni necessarie per un corretto e tempestivo intervento.

Cosa contiene il FSE?

Il Fascicolo Sanitario Elettronico contiene la storia clinica del paziente, composta da sezioni obbligatorie, il cosiddetto “nucleo minimo” (ovvero un modello di informazioni a cui tutte le regioni devono tassativamente aderire) e un modulo di informazioni aggiuntive (altrimenti dette “discrezionali”).

Il nucleo minimo del Fascicolo Sanitario Elettronico è rappresentato da:

  • dati identificativi e amministrativi dell’assistito;
  • referti;
  • verbali pronto soccorso;
  • lettere di dimissione;
  • profilo sanitario sintetico;
  • dossier farmaceutico;
  • consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti.
I consensi e la consultazione

L’assistito ha il dovere di prestare il consenso all’alimentazione e alla consultazione del Fascicolo perché questo possa essere attivato e ha il diritto di negare questo consenso anche in un momento successivo, conformemente alle disposizioni del Garante Privacy.

Consultazione documentale: è possibile consultare la lista dei propri documenti in base a determinati parametri di ricerca (ad esempio, la data di creazione del documento). Una volta ottenuta la lista, per ciascun documento è possibile visualizzare i dati generali, recuperare il singolo documento sanitario e, nel caso lo si desideri, addirittura oscurarlo. In questo modo il documento non sarà più visibile ai professionisti e agli operatori sanitari che prenderanno in cura l’assistito.

Consultazione accessi: è possibile consultare tutti gli accessi fatti al FSE, sia i propri che quelli fatti dagli operatori sanitari. Sono visualizzabili, inoltre, le seguenti informazioni: data e ora dell’accesso, il tipo di operazione eseguita e il nominativo di chi ha eseguito l’accesso.

La diffusione del FSE

Al momento, le Regioni italiane che hanno implementato il Fascicolo Sanitario Elettronico sono solo diciotto mentre i cittadini che hanno attivato il Fascicolo sono poco meno di 12.5 milioni, ovvero circa il 20% della popolazione. Secondo i dati esposti nell’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, solo il 7% del campione di cittadini intervistati (rappresentativo della popolazione italiana) ha utilizzato il FSE mentre la stragrande maggioranza – oltre il 87% – non ne ha mai sentito parlare. Nello specifico, solo il 21% dei cittadini intervistati ha sentito parlare almeno una volta del Fascicolo Sanitario Elettronico, principalmente dal proprio medico di famiglia (35%) e/o da mezzi di comunicazione come giornali e TV (26%). Addirittura, il Fascicolo Sanitario Elettronico non si è del tutto affermato neppure nelle regioni in cui è presente da dieci anni. Paradossalmente, sembra che l’utilizzo sia invece più intenso nelle regioni in cui è stato introdotto di recente, forse perché in questo caso c’è stata una comunicazione più capillare e pervasiva (Fonte: www.fascicolosanitario.gov)

Le novità che ci attendono nel 2020

La recente circolare AGID n°3 del 2 settembre 2019 in merito all’accesso unico al Fascicolo Sanitario Elettronico prevede la creazione di un’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità (INI) che consentirà l’accesso al FSE anche da regioni diverse da quelle di residenza. La circolare in questione non intende sostituire i Fascicoli regionali già esistenti con un unico registro nazionale, bensì integrarli in un’unica visione dei dati per i cittadini, portando a compimento la strategia di riunire le informazioni, indipendentemente dalla loro collocazione. In ogni caso, i dati sanitari rimarranno nella Regione di pertinenza della prestazione, garantendo la continuità degli investimenti effettuati dalle Regioni per la realizzazione del FSE.

La circolare prevede un’altra grande novità: entro la fine 2020 sarà possibile accedere al FSE utilizzando la SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che permette di accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. Per saperne di più sullo SPID visitate il sito www.spid.gov.it.

La centralizzazione dell’accesso e il superamento delle credenziali legate a una specifica regione rappresentano una spinta concreta all’utilizzo dello SPID e il superamento della frammentazione dei FSE regionali che, sino a oggi, ha causato disagi, duplicazioni e perdita di informazioni importanti.

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